La Spezia (17.09.04) - Abbiamo intervistato Danilo Caluri, l’icona del basket spezzino alla guida dello Spezia Basket Tarros che domenica 19 settembre (alle ore 18 a Pontedera) inizia il suo terzo campionato consecutivo di serie C1 maschile con rinnovate ambizioni. Tornò nel 'suo' Golfo al termine di una carriera importante in giro per l'Italia (Gorizia, Alessandria, Brescia, Parma, Cagliari), prima affiancando la triade Alberto Russo, Carlo Carbonetto e Gianfranco Montrucchio, poi ancora con Carbonetto, quindi dieci anni da solo ed ora da tre con Andrea Armani.
Com'è cambiata la pallacanestro?
E’ cambiata, e parecchio, soprattutto l'impegno gestionale. Una volta c'erano meno adempimenti, adesso bisogna lavorare a tempo pieno.
E da un punto di vista tecnico?
Oggi se non sei un atleta non puoi giocare. Ed anche gli allenatori sono più preparati, aggiornati, insomma, è cambiata in meglio.
Hai traghettato lo Spezia Basket verso lidi più tranquilli, ma non è stato facile…
Proprio così. Senza presunzione posso dire di aver fatto cose che si fanno solo per la famiglia. Ai risultati ho anteposto e privilegiato l'onorabilità e la serietà nel mantenere gli impegni.
Una battaglia dunque che hai vinto...
Già, e per uno che non è un industriale non è poco, credetemi. Ma quanti sacrifici....
Lui non lo dice, ma ha di fatto rischiato in proprio azzerando un mutuo per far sopravvivere questo glorioso club. Ora il connubio con Andrea Armani…
Col suo avvento c'è stato anche un cambiamento nei risultati. Ci ha fatto crescere sotto molti punti di vista. Siamo una società sempre pulita, ma più forte ed organizzata meglio ed il merito è suo. Insieme a lui abbiamo ottimi rapporti e collaborazioni con le società che ci circondano. In due parole: abbiamo cambiato passo.
Cosa ti spinge ad andare avanti?
La grande passione per questo sport, quello che faccio mi appaga oggi come 19 anni fa, ma non intendo farlo a vita. Anno dopo anno mettiamo un tassello affinché la società cammini in maniera più indipendente; il recente ingresso di Fabio Palandri va in questa direzione.
Ma un sogno?
Auguro alla femminile di vincere ciò che non si può dire, e poi di creare assieme a loro una grande società affinché anche a livello maschile si possa puntare in alto, molto in alto.
Domenica comincia il campionato. Cosa ci dici?
Non si conoscono ancora completamente gli organici delle varie squadre che vi partecipano, per cui è difficile fare una previsione. Sicuramente, forse salvo Arezzo e Costone Siena, mi sembra che tutte le altre squadre possano essere alla nostra portata. Aspettiamo il verdetto dei campi poiché alla fine è quello che conta. Sono molto contento della squadra che abbiamo allestito, una squadra secondo me competitiva, giovane. Ci stiamo impegnando molto e sono molto soddisfatto del lavoro svolto finora dallo staff tecnico composto da Luca Locci, l’allenatore, Michele Bertieri, il vice, e Maria Porcelluzzi, la preparatrice atletica. Abbiamo inoltre uno staff medico di prim’ordine, per cui aspetto con ansia il verdetto dei campi, perché abbiamo tutte le premesse per far bene in questo campionato.
A differenza dell’anno scorso e di due anni fa in cui eravate stati inseriti nel girone piemontese-lombardo, quest’anno siete nel girone toscano…
Sicuramente quest’anno troveremo sia sul campo che sugli spalti meno tranquillità. Incontreremo più agonismo, più competizione. Sinceramente mi ero un po’ stancato dell’altro girone, sicuramente più tecnico, ma più piatto dal punto di vista dell’agonismo. Questa novità del girone mi dà la carica. Abbiamo allestito una squadra che può far bene anche nel girone toscano, anche se, a mio avviso, è più difficile.
Domenica partite subito con una trasferta importante per voi perché incontrate un vostro ex giocatore, Andrea Diana…
Pontedera è sicuramente una piazza difficile, dove non è mai stato facile vincere. Ha buona tradizione cestistica e una società valida. Ritroveremo Andrea Diana, giocatore che noi avevamo già confermato ma che per motivi di vicinanza ha scelto di andare a Pontedera. E’ un ragazzo che rispetto e che da noi ha fatto molto bene.
Da quest’anno è diventata obbligatoria la presenza di un’autoambulanza durante le partite. Una cosa positiva…
Sicuramente sì perché, facendo tutti gli scongiuri possibili, le disgrazie sono sempre dietro l’angolo. Per cui quando si fa prevenzione, si va sempre nella direzione giusta. Un plauso quindi alla Lega per aver messo in atto questa iniziativa.

Spezia Basket Club Tarros

 

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