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La
Spezia (05.01.05)
Un
commento sul girone di andata del campionato maschile di
serie C1 girone D…
Il campionato toscano, come avete avuto più volte
modo di sottolineare, è forse meno tecnico ma più
agonistico di quello ligure. Nessuna squadra, a mio giudizio,
è in grado di ammazzare il girone, e molto dipenderà
anche dal fattore casa, a fine stagione. In testa c’è
molta confusione, con le prime otto squadre più o
meno sullo stesso livello racchiuse in un fazzoletto di
4 punti. In coda, le cose sembrano più chiare: difficilmente
il Certaldo riuscirà ad evitare l’ultima piazza,
mentre Rosignano e Juve Pontedera non sembrano in grado
di rialzare la testa.
Secondo te chi può andare a vincere il campionato?
Per continuità di risultati e per gioco, direi che
il Colle Val d’Elsa è la squadra che mi ha
impressionato di più, tra le avversarie delle spezzine.
I toscani dispongono del miglior attacco del girone, e se
dovessero trovare anche la giusta intensità difensiva
diventerebbero davvero inarrestabili. Anche le due senesi
ed il Vaiano possono contare su collettivi validi, ma sinceramente
non vedo nessuno sulla carta superiore alla Tarros di quest’anno.
Un commento sullo Spezia Basket Tarros?
Personalmente, penso sia la migliore squadra di pallacanestro
vista alla Spezia negli ultimi 7/8 anni. E’ completa
in ogni reparto e dispone di ottime alternative in ogni
ruolo, il che contribuisce a non dare punti di riferimento
agli avversari. Se bisogna proprio trovare un leader, penso
che una citazione particolare la meriti Gabriele Ricci,
giocatore indubbiamente degno di altre categorie che spesso
si carica sulle spalle le sorti della squadra. Il terminale
offensivo forse più sfruttato dagli schemi di coach
Locci è Emiliano Solfrizzi: il ragazzino cesenate,
appena 23enne, ha un primo passo da mal di testa e quando
va in trance agonistica diventa immarcabile. Andrea Signorelli
è il play che mancava: carisma da vendere e faccia
tosta da ragazzino impertinente, sta conquistando il pubblico
del PalaSprint con il suo basket votato allo spettacolo
ed all’estro. Leonardo Niccolai è tra i giocatori
che mi piacciono di più: tatticamente diligente e
cestisticamente intelligentissimo, questo ragazzino di vent’anni
appena si sta imponendo come uno dei più freddi cecchini
del girone. Sotto canestro, Lauro Binelli è ormai
una certezza: la sua presenza a rimbalzo incute timore agli
avversari e le sue stoppate sono il valore aggiunto che
lo impongono all’attenzione del pubblico come uno
dei migliori pivot del girone. Anche Massimo Pagnucci mi
sembra stia disputando un buon campionato: un lungo atipico
come lui può essere determinante per spezzare gli
equilibri dei match più delicati con la sua mano
docile anche dalla lunga distanza. Ricci senior ho avuto
modo di vederlo in una sola occasione ma il biglietto da
visita (tripla a 20’’ dal suo ingresso in campo)
promette bene… Elementi importanti per lo spogliatoi
sono il sempiterno Massimo Rossi e l’inossidabile
Renato Graziani, che stanno facendo da chioccia agli elementi
più giovani dell’organico, come GianMarco Camarda,
Simone Giachi e Samuele Santoni. Di GianMarco non posso
dire che un gran bene: è dotato di un’esplosività
di gambe inusuale in atleti della sua età e merita
l’ampio minutaggio che coach Locci gli sta riservando;
Simone invece sta facendo un po’ fatica a calarsi
nella nuova dimensione della C1 dopo aver assaggiato anche
i parquet della serie B; Samuele ha ottimi fondamentali
e a 16 anni non può che giovarsi di un’esperienza
come questa. Una nota di merito va quindi alla dirigenza,
capace di investire sui talenti del vivaio spezzino: ricordiamo
poi che anche Fabio Valenti – giovane classe ’88
già nel giro della nazionale di categoria - farebbe
parte della rosa se non fosse per quel maledetto infortunio
che lo tiene fermo ai box da inizio stagione.
Secondo te dove può arrivare?
Tutto dipenderà dalla loro tenuta mentale: i mezzi
per raggiungere un traguardo importante ci sono tutti. Per
arrivare lontano bisognerà trovare la giusta alchimia
nello spogliatoio e gestire al meglio le risorse umane durante
la stagione, per non arrivare scarichi al momento topico
del campionato.
Cosa ti è piaciuto e cosa no di questa squadra?
L’elemento che fa innamorare di questa squadra è
sicuramente la fantasia e la propensione alla giocata spettacolare.
Il team è giovanissimo e, a mio avviso, Locci sta
facendo davvero un lavoro superlativo nel coinvolgere tutti
gli elementi della rosa: mi fa estremamente piacere che
i giovani spezzini trovino spazio nella squadra della loro
città. Quello che mi spaventa per il prosieguo della
stagione è il rendimento altalenante, che porta questa
squadra dalle grandi imprese ai tonfi più clamorosi
nel giro di poco tempo. Nei momenti difficili non sempre
il quintetto in campo riesce a reagire ai break avversari,
ed alcune volte manca la freddezza per chiudere i match
(com’è successo con Follonica in casa, ad esempio).
Commento sulla società spezzina…
Ho grandissima stima per l’operato della coppia Caluri
– Armani. Con Danilo ho avuto modo di parlare in diverse
occasioni e di complimentarmi per l’ottimo lavoro
svolto, non solo a livello di basketmercato estivo. La società
si sta dotando di una struttura che sia in grado di camminare
da sola: si sta in poche parole passando verso una forma
di organizzazione sportiva a 360°, che raccolga materiale
umano in ingresso e dia risultati non solo sportivi, ma
anche in termini di immagine, in uscita. La stessa sinergia
con la TermoCarispe Mirabello in questo senso è un’azione
responsabile e dovuta, frutto di un’ottica che mira
al bene del basket spezzino prima di tutto. L’ingresso
in società di una figura come Fabio Palandri non
è che uno degli esempi di tentativi di allargamento
ed intensificazione della visione d’insieme della
società, che è ormai sempre più simile
ad un’azienda e quindi necessita di continui controlli,
revisioni ed implementazioni per migliorare e migliorarsi.
Dal punto di vista della comunicazione, che è quello
che mi tange da più vicino, ho avuto modo di toccare
con mano la bontà del tuo operato, Patrizio, sia
per la puntualità che per la precisione degli aggiornamenti
e della rassegna stampa, segno della maturazione di questa
società sotto ogni punto di vista.
Commento sull’allenatore…
Luca Locci non è il classico personaggio da copertina
patinata: ama vivere nell’ombra, e lavorare a fari
spenti. In questa prima parte di stagione ha avuto modo
comunque di mettere in mostra tutto il suo valore, sia dal
punto di vista umano che tecnico-professionale. Mi piace
moltissimo il modo in cui riesce a far sentire parte della
squadra ogni singolo elemento: credo che l’unico modo
per far funzionare questo bellissimo giocattolo da basket
sia oliare ogni meccanismo, con cura e precisione, tutti
i giorni. E mi sembra che in questo il coach sia davvero
un esempio da seguire, con la sua presenza mai ingombrante.
Quali sono i tuoi giocatori preferiti?
Gabriele Ricci mi sembra una spanna sopra tutti per esperienza
e senso tattico, ma seguo con interesse la coppia Solfrizzi-Signorelli:
insieme, quei due ci stanno abituando a grandi cose, e mi
aspetto moltissimo da loro. Di Niccolai, poi, ho già
detto: credo che se la Tarros non riuscirà nel grande
salto difficilmente potrà pensare di trattenere questo
ragazzo in C1 ancora a lungo.
Un commento sul Follo?
La squadra di Amadori sta diventando una realtà importante
nel campionato di C1 maschile. Può contare su un
pubblico entusiasta e su un organico che di anno in anno
diventa sempre più forte, grazie ad innesti mirati
ed all’apporto di giovani di valore. Credo che una
figura come Livio non possa che fare del bene al movimento
cestistico spezzino, con il suo carisma ed il suo “essere
personaggio” anche al di fuori del parquet. Non so
quanto possa giovare al gioco della Comfer, dato che personalmente
non ho mai gradito i giocatori “alla Iverson”,
che accentrano cioè eccessivamente le azioni d’attacco
nelle proprie mani, ma credo sia indubbio che rappresenti
un’ottima “belva da circo”, da dare in
pasto al pubblico affamato di spettacolo e punti. Degli
altri, conosco da vicino Matteo Giuliani per averci giocato
insieme in C2 nello Spezia ’93, e seguo con interesse
i suoi progressi sotto canestro. Ceragioli e Bonanni sono
altri due giovani del vivaio spezzino che mi sono trovato
contro ai tempi delle giovanili: credo meritino davvero
di giocare ad alti livelli dato il loro grandissimo talento.
Secondo te dove può arrivare?
Se tutto girerà per il meglio e la malasorte smetterà
di infierire sull’organico del team di Rossi, credo
che questa squadra possa ancora agganciare il treno dei
playoff. Certo, servirà un brusco cambio di tendenza
rispetto alle ultime uscite, ma credo che l’equilibrio
del girone possa favorire qualche rientro nelle zone alte
della classifica anche di squadre ad oggi leggermente attardate.
Commentaci la questione del cambio di allenatore,
da Nobili a Rossi…
A posteriori, è evidente che non ha avuto gli effetti
sperati: Nobili è stato cacciato per aver perso 4
partite su 8, e Rossi dopo ne ha vinte appena 2 su 7. Ma
ci sono tante variabili da tener presenti, come gli infortuni
e le squalifiche, oltre ad un calendario che si è
fatto sensibilmente più difficile nelle ultime giornate.
Credo che Rossi sia un buon traghettatore comunque per questa
squadra, e che possa centrare gli obiettivi che la dirigenza
gli richiede.
Dove possono arrivare le due spezzine?
A livello psicologico, tanto significherà il derby
della 4° di ritorno: se il Follo dovesse riuscire nell’impresa
compiuta per ben due volte la scorsa stagione, potrebbe
ancora sperare di chiudere davanti ai cugini. Se, viceversa,
fossero gli ospiti ad imporsi nell’infuocato impianto
della Comfer, difficilmente le posizioni attuali verrebbero
invertite. Ad ogni modo, credo che l’obiettivo playoff
possa essere ancora agganciato da entrambe le formazioni:
la Tarros, è ovvio, ha maggiori possibilità
di dire la sua negli spareggi promozione, ma il team di
Amadori, se riuscisse a centrare un posto nelle prime otto,
potrebbe recitare il ruolo di vera e propria mina vagante.
Cosa pensi del pubblico spezzino, sia quello che
segue il basket femminile che quello della maschile?
Da quest’anno mi è parso di vedere un crescente
interesse al basket maschile da parte del pubblico spezzino.
Non so dire se ciò sia dovuto ai risultati deludenti
delle ragazze o a quelli entusiasmanti dei maschietti, ma
ad ogni modo è un dato di fatto che le cifre di spettatori
tra le gare di A1 femminile e C1 maschile al PalaSprint
stanno diventando sempre più simili. Quello che cambia
è invece l’ambiente: se i “Suporters
Spèsa” rendono incandescente l’impianto
di via Parma nelle partite della TermoCarispe Mirabello,
il pubblico della Tarros è invece molto più
freddo e distaccato. Un vero peccato, anche perché
mai come quest’anno mi pare la squadra sia votata
al bel basket unito ai risultati. L’origine del problema
credo sia di natura storica: la squadra della Tarros non
ha mai avuto radici forti nel territorio, ed il recente
passato in C2 ha portato agli inevitabili campanilismi con
le altre squadre locali, che stanno ancora condizionando
l’operato di Armani e Caluri, così fortemente
decisi, invece, a portare il grande basket alla Spezia superando
provincialismi sterili e miopi scontri fra gilde locali.
Discorso a parte va fatto invece per la Comfer Follo &
Bolano, dotato invece di un pubblico calorosissimo che spesso
segue anche in trasferta i suoi beniamini.
Spezia Basket
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