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La
Spezia (18.03.05) - Conosciamo
meglio Gabriele Ricci, guardia dello Spezia Basket Tarros.
Gabriele, ci stiamo avvicinando alla conclusione della prima
fase del campionato. Come hai visto questo campionato di
C1?
E’ un campionato duro soprattutto dal punto di vista
fisico e psicologico. Dal lato tecnico il nostro girone
non è sicuramente a livello eccelso però,
ci sono mille altre difficoltà che poi vengono a
galla nel corso della stagione in quanto è un campionato
stressante in cui si gioca di più dal punto di vista
agonistico. Non è assolutamente facile giocare contro
squadre che dal punto di vista tecnico e tattico non sono
eccessivamente preparate ma che agonisticamente parlando
sono molto valide. Per una squadra come la nostra sicuramente
dotata tecnicamente, c’è difficoltà
ad affrontare le partite.
Fino a pochi giorni fa, la Tarros era in testa alla
classifica ed aveva la possibilità di concludere
la fase regolare se non prima ma comunque nelle prime tre,
ma invece per un’unica partita andata male rischia
di arriva in quinta o sesta posizione. Parliamo della partita
contro il Cus Siena in cui si è infortunato Niccolai,
sono stati espulsi tuo fratello Daniele e Signorelli. Peccato…
Sicuramente la partita con il Cus è stata negativa
prima di tutto per il risultato e poi per gli episodi negativi
che si sono verificati durante la stessa. Mi riferisco alle
espulsioni di Daniele e Andrea e all’infortunio di
Leonardo. Però, purtroppo sono cose che succedono
nel corso della stagione. Ci sono dei momenti negativi,
capita a tutti di sbagliare, capita a tutti la giornata
in cui si è più nervosi. Sicuramente il fatto
delle due espulsioni, è stato negativo non tanto
per la partita in se stessa poiché nonostante tutto
avremmo potuto anche vincerla ma quanto per il fatto che
preclude la possibilità di andare a vincere le partite
successive. Perché andare a giocare contro squadre
che sono al nostro livello, degli scontri diretti, senza
due o tre giocatori, sicuramente non ti favorisce, anzi!
Non è impossibile vincere ma se già sarebbe
stata dura se fossimo stati al completo, senza due o tre
giocatori importanti, lo diventa ancora di più. Purtroppo
è successo. Ora non ci rimane altro che rimboccarci
le maniche e cercare di finire la stagione nel miglior modo
possibile, magari nelle prime quattro posizioni. Se poi
così non fosse, non importa. Se abbiamo anche solo
una sola possibilità di essere promossi ce la giocheremo
fino in fondo sia che si arrivi primi, che ottavi. Penso
che poi ai play-off i livelli vengano azzerati. Certo, c’è
sicuramente il vantaggio del fattore campo per le prime
quattro formazioni. Però, dalla mia esperienza personale,
posso dire che quando iniziano i play-off ogni partita è
a sé, e il fattore conta ma relativamente. Sicuramente
andare in trasferta e vincere non è facile come potrebbe
esserlo in casa, ma è anche vero che partite facili
non ce ne sono mai state sin dall’inizio del campo.
Ormai le squadre si conoscono, sappiamo quali sono i valori
in campo, conosciamo le nostre possibilità. Noi rispettiamo
tutti ma non abbiamo paura di nessuno, quindi, dato che
matematicamente ci siamo, andiamo ai play-off e cerchiamo
di giocarcela.
Facciamo un passo indietro e parliamo della partita
di sabato sera ad Arezzo. Per tre quarti e forse un po’
di più siete stati in partita. Considerando le assenze
e alcuni giocatori non al meglio, avete comunque fatto una
buona partita…
Sì, è stata una partita difficile, come si
sapeva sarebbe stata già in partenza. L’Arezzo
veniva da un buon momento, è una buona squadra, grintosa,
sicuramente una delle più attrezzate del campionato,
anche che, secondo me, non è tra le favorite per
la promozione. Sapevamo, ripeto, che sarebbe stata una partita
difficile, perché mancavano dei giocatori importanti.
Siamo andati là però con la giusta mentalità,
secondo me, perché siamo partiti bene, siamo stati
avanti, poi loro hanno aumentato l’aggressività
in difesa e hanno recuperato un po’. Sono poi riusciti
a mettere la testa avanti. Poi purtroppo quando si ha la
panchina corta, con tutto il rispetto per i nostri giovani
che vengono in campo sempre al massimo e fanno il loro meglio,
non è facile. Siamo riusciti a rimanere in partita
anche nel terzo quarto, poi loro hanno approfittato dei
nostri problemi di falli, della formazione rimaneggiata
rimasta in campo e si sono portati in avanti. Abbiamo fatto
del nostro meglio, ma si sapeva che era una partita dura
da vincere. Comunque è da apprezzare il fatto che
abbiamo lottato fino alla fine rimanendo in gara fino al
quarantesimo. L’ultimo quarto purtroppo è stato
quello decisivo in quanto loro hanno preso un break di vantaggio
che hanno mantenuto fino alla fine. Però, abbiamo
perso onorevolmente perché comunque l’Arezzo
è una buona squadra. Nonostante la sconfitta, possiamo
però ritenerci soddisfatti per il modo in cui siamo
scesi in campo. Speriamo sia di buon auspicio per le prossime
partite.
Prima hai parlato dei giovani…
Parto dal presupposto che è il primo anno che gioco
a Spezia dove, fra l’altro, e ci tengo a dirlo, mi
trovo molto bene, ho trovato una società di persone
oneste, serie e competenti, una squadra formata da bravi
ragazzi. I nostri giovani sono, a mio parere, tutti ragazzi
in gamba, volenterosi, alcuni anche con del talento, fisicamente
preparati. Di sicuro, per far sì che crescano, questi
giovani devono avere l’occasione e l’opportunità
di giocare. Devono stare in campo anche quando sbagliano,
capisco che non sia facile perché purtroppo quando
si punta a vincere a tutti livelli, si tende a dare più
spazio, nei momenti che contano, ai cosiddetti giocatori
d’esperienza. Però, i nostri giovani hanno
dato, e spero continuino a dare in futuro, un contributo
importante. Ad esempio Simone Giachi, un giovane che si
è sempre impegnato durante la stagione, non si lamenta
mai, è sempre disposto a sudare in allenamento, come
pure sono Gian Marco Camarda, Fabio Valenti, Samuele Santoni,
che hanno un ottimo talento parlando in prospettiva futura.
Noi, dal nostro punto di vista, non possiamo far altro che
ringraziarli. Penso che la società sia contenta dell’impegno
che hanno dato fino ad oggi.
Com’è stata l’esperienza di giocare
con tuo fratello? Ti ha motivato di più?
Sono contento di aver avuto la possibilità di giocare
assieme perché non l’avevamo mai fatto. Siamo
due giocatori completamente diversi, sotto tanti punti di
vista. Sono molto contento di aver giocato con lui anche
perché tra l’altro lui fino ad oggi, pur essendo
stato fermo per tre anni, ha fatto anche più di quel
che pensavo facesse, devo essere sincero. Ci ha dato una
grossa mano in più di un’occasione, poi purtroppo
capita a tutti di sbagliare, e a lui è successo nella
partita contro il Cus. E’ stato un errore per il quale
è stato lui il primo ad essere dispiaciuto. Non ha
chiuso occhio per tutta la notte. Per cui potete immaginarvi
come poteva sentirsi.
Quella di giocare insieme è un’opportunità
che la società ha dato ad entrambi. Speriamo che
porti anche fortuna alla squadra, che si possa anche finire
la stagione nel miglior modo possibile.
Siete i primi due carrarini che a Spezia si trovano
bene e che, nonostante la rivalità tra Spezia e Carrara,
vengono acclamati dal pubblico spezzino…
Come avevo già detto a suo tempo, non sento questa
rivalità che è forse maggiore dal punto di
vista calcistico. Di sicuro quando sono arrivato a Spezia,
l’ho fatto convinto della mia scelta. Speriamo che
i tifosi spezzini continuino a tifare per noi come pure
di riuscire a dar loro delle soddisfazioni.
Abbiamo saputo che i fratelli Ricci hanno anche
un fan club visto che ad ogni partita è sempre presente
un gruppetto di ragazzi di Ortonovo che tifa per voi…
Sono contento per questi ragazzi perché sono giovani
ed è un bene che vengano al Palazzetto la domenica
piuttosto che andare in giro per le strade la sera. Inoltre
sono contento anche perché un po’ di pubblico
in più che fa confusione non fa mai male. Sono tutti
ragazzi giovani che vengono nella mia pizzeria il pomeriggio
e con i quali si è instaurato un rapporto di amicizia.
Si sono poi appassionati alla pallacanestro sentendomi parlare
sempre di basket. Speriamo che continuino a seguirci e che
ci portino fortuna.
Parliamo di Gabriele Ricci fuori dal campo. Hai
appena detto di avere una pizzeria. Come riesci a conciliare
un lavoro comunque impegnativo e gli allenamenti?
Nella mia vita ho avuto sempre anche tanti altri interessi
oltre la pallacanestro, che è sempre stata comunque
una passione che avevo sin da ragazzino. Ho sempre continuato
a studiare, finché non ho smesso e ho cominciato
a lavorare. Non è stato facile conciliare il tutto
però quando si fa una cosa per passione passa tutto
in secondo piano. Inoltre essendo anche stipendiato dallo
Spezia Basket, mi considero un professionista che prende
degli impegni con una società e che deve mantenerli.
Poi è logico che si cerca di fare tutto nel miglior
modo possibile.
Sei stato fortunato anche a trovare una ragazza
che ha scelto di condividere con te il lavoro. Fra l’altro
fra qualche mese so che vi sposerete…
Sì, sono stato davvero fortunato perché la
mia è una ragazza intelligente. Capisce la situazione.
Per far conciliare il tutto con la vita privata ci vuole
sacrificio da entrambe le parti, basta essere due persone
intelligenti e mature, come penso siamo noi due. Il tempo
a disposizione sicuramente non è tanto. Però,
come dicevo prima, quando uno tiene a qualcosa, il tempo
per farlo lo trova. Non c’è neanche bisogno
poi di fare qualcosa di particolare. A volte basta una cena
fuori, un cinema, una passeggiata appunto, una bevuta in
compagnia degli amici, un film in casa, cose semplici.
Oltre al basket, altri tuoi hobby?
Oltre al basket giocato in prima persona, quando posso mi
piace seguire anche le partite in tv. Inoltre mi piace leggere
i giornali, sono un appassionato di musica, amo andare al
cinema come pure guardare film in casa. Fra i miei hobby
c’è anche la lettura, soprattutto di romanzi
thriller o romanzi storici.
Vuoi dire qualcosa al pubblico spezzino?
Un appello al pubblico di Spezia che comunque fino ad oggi
ci ha sempre seguito, è quello di essere un pochino
più rumorosi. E’ quello che mi piacerebbe facessero
un po’ di più. Un po’ più di confusione
quindi! Anche se è logico che dobbiamo essere noi
dal campo a trascinarli un po’ di più. Il pubblico
si appassiona quando vede che in campo i giocatori lottano
e non mollano mai. Quindi è responsabilità
anche nostra.
Quello che mi sento di dir loro è di continuare a
seguirci, perché spero che quest’anno possiamo
riuscire a toglierci delle soddisfazioni. Di sicuro noi
ce la metteremo tutta.
Domenica ospiterete il San Giovanni Valdarno, una
delle pretendenti al salto in B2. Una partita difficilissima,
soprattutto considerando che, anche in questa occasione,
avrete tre giocatori in meno…
Di certo noi lotteremo dall’inizio alla fine perché
non partiremo sicuramente perdenti. Cercheremo di giocarcela
al massimo delle nostre possibilità, pur sapendo
che è una partita molto difficile. Già all’andata,
pur essendo al completo, abbiamo fatto una pessima gara,
forse la peggiore partita della stagione, a mio avviso,
contro una squadra che dal punto di vista del talento non
è un granché ma che è molto organizzata,
gioca molto in maniera fisica, si chiude molto bene in area,
ti permette di giocare poco. Lo dimostra il fatto che sono
primi in classifica. E’ una squadra che sicuramente
ci metterà in difficoltà. Noi avremo problemi
di organico perché comunque domenica mancherà
anche Signorelli. Però, non bisogna mai partire sconfitti.
Noi lotteremo come abbiamo fatto sabato ad Arezzo cercando
di dare il massimo. Poi se sul campo loro dimostreranno
di essere meglio di noi, daremo loro la mano e faremo loro
i complimenti.
Chi sono secondo te le favorite per la vittoria
finale?
Credo che San Giovanni Valdarno e Chiavari siano le squadre
più attrezzate. Metterei poi subito dietro il Cus
e il Colle Val d’Elsa. Poi inserirei noi sperando
di essere l’out-sider con il colpo finale a sorpresa
della vittoria finale. Scherzi a parte, non posso essere
un veggente ma quello che di sicuro garantisco è
il massimo impegno di noi tutti per dare il meglio sul campo.
Spezia Basket
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